L’eremo di Santa Margherita


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EREMUS DE SUMMOCOLONIA – Santa Margherita Vergine e Martire

 

Ritrascrivo e posto questa interessante ricerca sull’eremo di Santa Margherita in val di Corsonna.

Lo studio è di P.Tullio ZAZZERI; segue una integrazione a cura di Antonio NARDINI

Sul versante sinistro del Fiume Serchio, 4 km a Nord di Barga, a 702 mslm, si trova Sommocolonia ( questa , ad oggi la grafia esatta e ufficiale), già colonia romana, poi comune autonomo, oggi frazione del Comune di Barga, provincia di Lucca, diocesi di Pisa.

Ad un passo dalla Garfagnana.

Lo storico Agostiniano Benigno Van Luijk fa credere che il nostro eremo fosse la chiesa plebana di Sommocolonia, intitolata a San Frediano e documentata dal secolo X.

Il nostro eremo si trova a Nord di Sommocolonia, oltre 4 km, a quota 1027 mslm nella valle della Corsonna, (torrente) sul versante destro e per raggiungere i resti dell’eremo attraverso sentieri pieni di sterpi e di ginestre bisogna faticare per un ora ( da Sommocolonia).

La chiesa dell’eremo era intitolata a S. Margherita Vergine e Martire; e il cui luogo ne porta ancora il nome.

Anche qui ci troviamo di fronte ad un problema, causato dalla quasi totale mancanza di documenti e testimonianze: quale tipo di eremitismo vi si praticava?

Dalle informazioni dattiloscritte forniteci dal Gruppo di Ricerche Storiche e Archeologiche di Barga: “ Nei pressi della Chiesa di S. Margherita, lungo il sentiero che scende in Corsonna, s’incontrano altri luoghi forse un tempo di pertinenza degli Agostiniani ed è indicativo il nome della località “ Metato dei Romiti” del quale già si parla nel 1550”.

Ancora: “la strada che raggiunge la vecchia Dogana…passava anche di qui e la chiesa ne acquistò forse vantaggio”.

Andando per intuizione, possiamo vederla operante già nell’alto e basso Medioevo come ricovero di pellegrini: vicino alla Chiesa si può immaginare l’esistenza di una comunità operosa e notevole.

Ora sono certi l’ubicazione e il titolo dell’eremo; il resto è opinabile ma non dimostrabile mancando i documenti.

 

DATARIO POSSIBILE.

“1077… in questa di contro chiesa dedicata a S. Margherita  Vergine e Martire, situata alla falde degli Appennini, vennero ad abitare i religiosi nel nostro Ordine nell’anno 1077, come leggesi in molti scritti antichi, esistenti nel nostro archivio…” Il sig. Antonio NARDINI  ( autore di tali informazioni)cita  dal “ Terrirologio del Convento di S.Maria Novella di Barga dell’Ordine degli Eremiti di S. Agostino 1741;  L’affermazione  “nell’anno 1077” va presa con le pinze sterilizzate, mancando le pezze d’appoggio. Credo che, come in altri casi, l’errata lettura di una data in cifre romane abbia messo in circolazione quel “1077 “ ; M.L. XXVII, invece di M.C. XXVII ( = 1127) o in altro modo.

 

1248-1250- la “Relazione” del 1650 del convento di Barga (A.G.A. , li 4 fol. 252), ci dice che il trasferimento dei nostri eremiti da Sommocolonia a Giuncheto avvenne circa il 1248. C’è un errore di due anni o più, perché il documento capitolare di Vico Pisano ( 1250) c’informa che a quel capitolo Generale partecipò il rappresentate dell’eremo di Sommocolonia e non quello di Giuncheto” … consensu et  presentia…et fratis Pelegrini eremi de Summo Cologno, alias Colngo”. Quindi, a tutto il 3 maggio  1250, i nostri frati erano ancora nell’eremo di S. Margherita e non in quello di S. Maria Maddalena in Giuncheto, sulla strada di Tiglio.

E ancora una volta,  si nota l’incertezza del notaio Mariano Fondi che prima trascrive “Cologno” poi aggiunge “alias Colongo”; la forma esatta secondo l’uso di quel tempo era “Cologno”.

1256- la grande unione degli Agostiniani e la conseguente spartizione dell’Ordine in “Provincie”, produsse l’inserimento dell’eremo di Sommocolonia (o di Giuncheto) nella provincia Pisana. L’interrogativo chiuso tra parentesi è spiegato alla data seguente.

1260- il “ Libellus Extimi” della diocesi di lucca  non registra affatto l’eremo di Sommocolonia  ma “ 5133 Heremus de Junceto libras X”. Il che ci fa capire che il trasferimento dal Nord di Sommocolonia all’est di Barga  era avvenuto  nel periodo 1251-1259 e, probabilmente  dopo la grande unione del 1256 che comportò agli Agostiniani il bisogno di uscire dai recessi montani e selvosi, per accostarsi ai centri abitati. La nota posta in calce al richiamo “7” dice “Titolare S. Maria Maddalena” ricavando questa informazione da altre fonti non citate. Ad ogni buon conto l’eremo di Sommocolonia non cessò subito di esistere: ne fu mantenuta la proprietà e , per secoli, la chiesetta di S. margherita restò in qualche modo aperta al culto,  gestita dagli Agostiniani di Barga.

1276- novembre 12, “Il Priore di Giuncheto” partecipa al capitolo della provincia Pisana nell’eremo di  Colledonico…

1577- Questa data, incisa sul sovrapporta della chiesetta di S. Margherita sta certamente ad indicare un restauro della medesimo, quanto meno, della porta di accesso. Ciò, perché la pietra dimostra di essere la più antica della data, incisavi in un secondo tempo. Anzi, ai lati della croce latina ad alto rilievo( che è al centro della pietra) si notano due profonde fosse che tradiscono la cancellazione ( mediante scalpellatura) di qualche iscrizione più antica. La pietra  in parola ora non si trova sul monte di S. margherita, bensì sopra una porta laterale della chiesa di Montebono ( sempre in val di Corsonna), trasferitavi nel 1931. E anche questa ultima data si trova ora incisa sopra la trasversale della croce.

1650- La “Relazione” del convento di Barga, redatta in quest’anno (A.G.A. li 4 fol. 252) parla così di quell’eremo”…e molto tempo prima( del passaggio a Giungheto) havevano ( i nostri frati) un luogo e chiesa sotto titolo di S. Margherita V. e M. nelo comune e boschi di Samocologna, lontano circa tre miglia da detto castello che fu al 1248 circa…” Il qual eremo di S. margherita, cioè una piccola chiesetta ( m.5 x 10 circa) con alcuni agii, tuttavia  tuttora per essere sotto la jurisdizione del monastero suddetto di Barga e del Priore di quello, vi si tiene per lo più un romito che habita a Samocolonia, senza utile ne danno del convento, e solo per mantenimento di detta chiesa.

1791- Relazione del Parroco di Sommocolonia all’Arcivescovo Franceschi di Pisa in visita pastroale:”…è passato l’infrascritto parroco… alla visita del pubblico oratorio sotto il titolo di S. margherita, e diligentemente visitatolo riferisce avervi trovato quanto appresso, cioè: un slo altare con il quadro rappresentante la santa vergine con bambino in braccio, S. Agostiuno e S. Margherita. Detto quadro è sufficientemente buono…la pietra sacrale bella, grande e posta nella sua vera situazione… vi sono due piccole finestre con croci in ferro ma senza imposte e vetrate; il pavimento è un pò umido per la ragione che essendo la porta rivolta verso il poggio a monte, nei tempi piovosi l’acqua entra da detta porta ed a questa si potrebbe  provvedere con fare una fogna davanti la medesima che deviasse l’acqua… Gli arredi sacri a celebrare la S. Messa son in uno stato meno che mediocre…detto oratorio non ha alcun fondo per il mantenimento. E’ però tradizione comune che il medesimo appartenga al convento di S. Maria Novella , Agostiniani, esistente  a Barga” .

 

1813  – L’arcivescovo di Pisa , Mons Alliata , dispose quanto segue: “ Notiziato…che l’oratorio sotto il titolo di S. Margherita nel circondario della chiesa di Sommocologna oltre ad essere angusto p sofggetto ad essere continuamente inondato dalle acque che cadono dal monte e che p in uno stato assai cattivo, ordinò al parroco di Sommocologna di visitarlo, e reperire l’occorrente, riservando di profanarlo, qualora nella circostanza di non esservi chi lo mantenga, non si assumesse quella popolazione il peso di riattarlo, e mantenerlo sì in rapporto alla fabbrica, che agli arredi sacri…”